COSCIENZA: UN APPROCCIO PSICOLOGICO, TRANSPERSONALE E PARAPSICOLOGICO

CHARLES T.TART

L’articolo di un grande autore, che spiega in maniera chiara e rigorosa le motivazioni che hanno condotto a sviluppare la corrente della psicologia transpersonale.  Qui vengono soddisfatte sia le ragioni della testa che quelle del cuore, ma senza la attivazione del secondo non è dato di trarne il significato pieno.

 

coscienza1È stato a lungo di moda parlare dell’umanità come di una specie creatrice di utensili. Questo è corretto, ma, sfortunatamente, noi tendiamo a concentrarci sugli utensili secondari, le macchine fisiche, esterne, ed ignorare lo strumento primario e più importante, la coscienza umana, le nostre stesse menti. Quale è la natura della coscienza umana, specialmente i suoi aspetti più profondi ed interiori? Affronterò questa questione da tre prospettive correlate che rappresentano gli aspetti principali sia della mia ricerca scientifica, che della mia vita personale come occidentale. (La mia vita personale è inclusa in questa dichiarazione di approccio, dato che non possiamo ignorare la mente dello scienziato quando viene a studiare la mente, come facciamo invece in molte altre discipline esterne). Le tre prospettive sono quelle della psicologia ordinaria, la psicologia transpersonale e la parapsicologia. Discuterò brevemente ciascuna di queste prospettive a turno, con commenti sulle sue implicazioni primarie per comprendere la coscienza.

Psicologia ordinaria

Comincio innanzitutto con la psicologia ordinaria, la corrente principale della psicologia, una area a lungo dominata da due approcci, quello comportamentistico e quello psicoanalitico. Il comportamentismo insiste sul fatto che i comportamenti osservabili esterni (fenomeni materiali) sono la sola materia appropriata di una psicologia scientifica. Esso ci ha dato utili strumenti di ricerca in alcune aree, ma il suo rinunciare all’esperienza come soggetto di ricerca legittimo lo ha reso troppo ristretto. L’approccio psicanalitico/psicopatologico, formatosi dalle osservazioni e dalla terapia con i malati mentali, è stato molto utile nel trattare con la malattia mentale, e portato molta luce sulle ordinarie attività di coscienza, specialmente tipi di patologie socialmente non evidenti. Sfortunatamente questa seconda grande corrente tende a vedere quasi tutte le attività umane come patologiche, dandoci una visione distorta.
Il comportamentismo classico non ha più una grande importanza in psicologia, in parte per le sue limitazioni, ma soprattutto per essere stato largamente sostituito dalla contemporanea psicologia cognitiva. La psicologia cognitiva è stata ispirata dai computers digitali, e la sua funzione primaria è di spiegare la coscienza in termini di semplici, non-consci sottosistemi, per ridurre il tutto a procedure di elaborazione di informazione in un sistema fisico, sia che questo sistema sia un computer digitale od un computer biologico.
Come risultato della dominanza degli approcci comportamentistici/cognitivi e psicanalitici, gli esseri umani tendono ad essere visti come niente più che una combinazione di robots ed animali guidati istintivamente, i cui grezzi istinti sono a malapena tenuti in scacco dalla civilizzazione. Questi punti di vista non incoraggiano l’esplorazione dei livelli più profondi della consapevolezza, dato che essi suggeriscono che tutto ciò che troviamo lì sono impulsi primitivi ed animali, che è meglio lasciare stare.
Queste due scuole psicologiche dominanti sono molto in armonia con la visione materialistica dell’uomo che ancora domina il pensiero Occidentale, una visione che, quando si maschera da scienza, io ed i sociologi della scienza abbiamo chiamato “scientismo”, una rigidità e patologia del pensiero che prende il successo delle scienze fisiche e le loro attuali scoperte come un totale sistema di pensiero. È chiamato scientistico o scientismo per la sua somiglianza a vari altri sistemi dogmatici religiosi o politici, in sostituzione della continua apertura a nuove idee e dati che le vere ricerche scientifiche dovrebbero avere.Per illustrare gli effetti dello scientismo sulla vita occidentale, qualche anno fa io ho messo a punto un esercizio esperienziale da usare nei seminari, un “esperimento sulle credenze” che ho chiamato il “credo occidentale”. Il suo scopo era di rendere la gente consapevole delle implicite e nascoste assunzioni che la civiltà occidentale e lo scientismo hanno instillato in vari gradi in tutti noi, persino nelle persone che pensano di avere un orientamento spirituale verso la vita. Descriverò solamente l’esercizio sul credo occidentale oggi, dato che è usualmente troppo emozionalmente potente da fare se non si ha i tempo di lavorare con i sentimenti che emergono da esso. Nonostante questo il solo sentirlo descrivere vi darà qualche sensazione.
Io chiedo alla gente di partecipare ad un “esperimento sulle credenze”, un periodo di 20 minuti durante il quale essi credono le parole che in seguito vengono dette quanto più possibile e cercheranno di osservare ed in seguito condividere le loro reazioni emotive a questo. Io li forzo a partecipare emozionalmente, piuttosto che intellettualmente, dal cuore piuttosto che con la testa, dato che è l’aspetto emozionale delle nostre convinzioni che è di primaria importanza nelle loro vite.
Quindi io uso il potere della pressione sociale e del conformismo per intensificare gli effetti della partecipazione. Non so quanto universale questo sia, ma negli USA siamo allenati da bambini a scuola a stare in una posizione rigida e marziale di attenzione, in file e colonne ordinate, mettere la mano destra sul cuore, e recitare l’inno di alleanza alla bandiera americana, all’unisono con gli altri.
Faccio prendere ai partecipanti questa postura fisica e recitare il credo occidentale insieme. Questo credo prende la stessa forma esteriore che il credo di Nicea nella cristianità, ma i suoi contenuti sono basati sulle popolari convinzioni scientistiche, messe in una forma che rende le connotazioni emozionali più chiare. Incidentalmente voglio assicurarvi che questo non è un attacco alla cristianità, solo un esercizio educativo.
Ecco il credo che i partecipanti leggono assieme:

 

IO CREDO nell’universo materiale come la sola e definitiva realtà, un universo controllato da fisse leggi fisiche e cieca causalità.
IO AFFERMO che l’universo non ha un creatore, non un proposito oggettivo, non un obbiettivo significato o destino.
IO RITENGO che tutte le idee riguardanti Dio o gli dei, esseri illuminati, profeti e saggi od altri esseri non fisici o forze sono superstizioni ed illusioni. La vita e la coscienza sono totalmente identiche a processi fisici e nascono da interazioni casuali di cieche forze fisiche. Come il resto della vita, la mia vita, e la mia coscienza, non hanno oggettivamente proposito, significato o destino.
IO CREDO che ogni giudizio, valore e moralità, sia mio che altrui, sia soggettivo, derivante solo da determinismi biologici, storia personale, e caso. La libera volontà è una illusione. Perciò i valori più razionali attraverso i quali io posso personalmente vivere devono essere basati sulla consapevolezza che per me ,ciò che mi fa piacere è il Bene e ciò che mi da dolore è il Male. Coloro che mi danno piacere o che mi aiutano ad evitare il dolore sono miei amici, coloro che mi danno dolore o mi allontanano del piacere sono miei amici. La razionalità richiede che amici e nemici siano usati in modo che massimizzino il mio piacere e minimizzino il mio dolore.
IO AFFERMO che le chiese non hanno altro reale uso che il supporto sociale, che non ci sono oggettivamente peccati da commettere o da essere perdonati, che non c’è una punizione soprannaturale o divina per il peccato o premio per la virtù, anche se ci possono essere conseguenze sociali delle azioni. Virtù per me è ottenere ciò che voglio, senza essere imprigionato o punito dagli altri.
IO RITENGO che la morte del corpo sia la morte della mente. Non c’è niente dopo la vita ed ogni speranza in ciò è un nonsenso.
Ora io non vi ho chiesto di fare questo esperimento sulle convinzioni, ma io sospetto che alcuni di voi, semplicemente ascoltando la descrizione, percepiscano parte della depressione, del nichilismo e della negatività che i partecipanti comunemente sperimentano. Penso che questo sia un triste ma saggio esperimento psicologico, che aiuta i partecipanti a scoprire che molti di questi convincimenti sono parte del loro comportamento ed influenzano le loro vite. Non hanno mai preso una decisione consapevole riguardo al fatto che vogliano i loro convincimenti essere in questo modo, essi sono stati condizionati al loro interno dal semplice fatto di essere dei moderni occidentali.
La psicologia ordinaria è una fonte di molte utili informazioni a riguardo ed una metodologia di ricerca per studiare la coscienza, ma è usualmente portata avanti all’interno dell’implicito paradigma scientista dei nostri tempi. Nonostante queste limitazioni ci sono una quantità di scoperte rilevanti per comprendere la coscienza che possiamo desumere da essa. Da notare almeno tre:
1) La totalità del funzionamento mentale è più grande che la parte che sperimentiamo come contenuto della nostra mente cosciente.
2) Ci sono meccanismi psicologici personali di distorsione, come ad esempio i classici meccanismi di difesa della psicanalisi od il bisogno di approvazione, che distorcono le nostre osservazioni del contenuto della coscienza, allo stesso modo che le nostre osservazioni sul mondo esterno e della gente.
3) Ci sono investimenti emotivi e cognitivi caratteristici di ogni cultura in vari credi e visioni del mondo che similarmente influenzano le nostre osservazioni.
Questo mi porta alla seconda prospettiva di cui ho accennato per studiare la natura della coscienza, la psicologia transpersonale.
Negli anni ’50 un nuovo tipo di paziente ha cominciato a venire dagli psicoterapisti. Il vostro paziente ordinario viene perche non funziona bene nella vita ordinaria. Può sperimentare troppo stress, avere relazioni personali insoddisfacenti, essere troppo timido o reattivo, ecc. Questo nuovo tipo di paziente avrebbe dovuto essere perfettamente felice secondo gli ordinari criteri sociali, dato che funzionava bene ed aveva tutte le caratteristiche sociali che si ritiene producano felicità, cose come relazioni soddisfacenti, una buona vita sessuale, rispetto nella comunità, buoni lavori ed un sacco di soldi e cose materiali. I loro problemi erano del genere: “La vita è tutta qui?” o “Sono stufo di diventare sempre più ricco, non c’è qualcosa di più?”
Questi “nevrotici esistenziali”, come erano chiamati, volevano più significato di quanto la società occidentale potesse dar loro.

 

Gradino intermedio: La Psicologia Umanistica.

coscienza2Questo ha portato alla creazione di una piccola ma importante nuova branca della psicologia, una “terza forza”, la psicologia umanistica. Persone che funzionavano particolarmente bene, invece che pazienti psichiatrici, furono studiati da psicologi come Abraham Maslow. Nuovi sin qui largamente negletti soggetti psicologici divennero aree legittime di studio, soggetti come l’autenticità, le esperienze della vetta, l’amore, la creatività. Il “normale” funzionamento psicologico, culturalmente ritenuto di successo, fu mostrato come subnormale rispetto a quanto gli umani avrebbero potuto imparare ad essere. Una considerevole enfasi fu messa nella applicazione pratica di queste idee, primariamente come nuove forme di educazione corporea ed emozionale, ed abbiamo avuto gruppi di incontro e simili dove gente comune imparava a vivere una più ricca vita emozionale.
Tuttavia in generale la psicologia umanistica non ha realmente messo in questione il regnante paradigma materialistico e scientista. Non eravamo ancora null’altro che processi materiali, con nessuna ragione intrinseca di vivere altro che le pulsioni biologiche accidentalmente acquisite che ci spingevano, e con tutto questo che finiva in una morte senza senso.

 

Psicologia Transpersonale

La mia seconda prospettiva sulla coscienza, la psicologia transpersonale, la quarta forza in psicologia, si è evoluta dalla psicologia umanistica negli anni ’60. “Trans” viene dalla radice latina che significa oltre, oltre la “persona”, la maschera sociale, il se ordinario, il personale. Attraverso la storia le donne e gli uomini hanno avuto esperienze che li hanno convinti che noi siamo molto più che il nostro se ordinario. Consideriamo questa “esperienza mistica” minore, descritta in uno dei poemi di Yeats, “Vacillations”.

 

My fiftieth year had come and gone.
I sat, a solitary man,
In a crowded London shop,
An open book, an empty cup
On the marble table top.While on the shop and street I gazed,
My body of a sudden blazed,
And twenty minutes, more or less,
It seemed so great my happiness
That I was blessed and could bless.
Il mio cinquantesimo anno è venuto ed andato.
Ho seduto, uomo solitario,
In un affollato caffè di Londra,
Un libro aperto, una tazza vuota
Sulla superficie di marmo del tavolo.
Mentre guardavo il caffè e la strada,
Il mio corpo improvvisamente vibrò,
E per venti minuti, più o meno,
Mi sembrò così grande la mia felicità
Che io ero benedetto e potevo benedire.

 

Questo non è il modo nel quale ordinariamente ci sentiamo, ma il sentimento di essere una intima parte e “canalizzare” qualcosa di più grande dei nostri ordinari se, “trans” il nostro personale.
Come esempio più esteso, consideriamo la piena fioritura della esperienza mistica di Maurice Bucke, un fisico del XIX secolo. Egli la descrisse in terza persona, cercando di essere il più accurato ed obiettivo possibile.
Era primavera, all’inizio dei suoi trentasei anni. Egli e due amici avevano passato il pomeriggio leggendo Wordsworth, Shelley, Keats, Browning, e specialmente Whitman. Si lasciarono a mezzanotte ed egli ebbe un lungo viaggio in una carrozza (era in una città inglese). La sua mente profondamente sotto la influenza delle idee, immagini ed emozioni evocate dalla lettura e discussione del pomeriggio, era calma ed in pace. Egli era in uno stato di quieto, quasi passivo godimento. Improvvisamente, senza alcun preavviso, si trovò come avvolto da una nuvola del colore di fiamma. Per un istante egli pensò al fuoco, qualche improvvisa esplosione nella grande città, quindi si accorse che la luce era dentro di lui. Immediatamente dopo fu pervaso da un senso di esultanza, di immensa gioia, accompagnato od immediatamente seguito da una illuminazione intellettuale assolutamente impossibile da descrivere. Nel suo cervello passò un momentaneo lampo dello splendore Brahmico che ha da allora in poi illuminato la sua vita; sul suo cuore cadde una goccia di Benedizione Brahmica, lasciandogli da allora in poi un sapore di paradiso. Tra le altre cose…egli vide e seppe che il Cosmo non è materia morta ma una Presenza vivente, che l’anima dell’uomo è immortale, che l’universo è così costruito ed ordinato che al di là di ogni dubbio tutte e cose lavorano assieme per il bene comune, che il principio fondante del mondo è ciò che chiamiamo amore e che la felicità di ognuno è alla fine assolutamente certa. Egli dichiara che ha imparato di più nei pochi secondi che è durata la illuminazione che nei precedenti mesi e persino anni di studi, e che egli apprese molto che nessuno studio avrebbe mai potuto dare.
La illuminazione durò solo pochi secondi, ma i suoi effetti di rivelarono indelebili; fu impossibile per lui per sempre dimenticare ciò che vide e seppe quella volta, ne’ egli dubitò o pote mai dubitare, della verità di ciò che fu allora presentato alla sua mente…
Si può ben dire che Bucke fosse oltre, trans, il suo se ordinario.
La psicologia transpersonale è lo studio e la applicazione di quelle esperienze che sembrano portarci oltre i nostri ordinari, biologici e materiali, se. Sin dalla sua infanzia essa ricorre pesantemente alle antiche tradizioni spirituali per trarne stimolo. Per giovane che sia, possiamo comunque indicare alcuni importanti punti al suo interno che aiutano a comprendere la coscienza umana. Nel regno della esperienza umana, una qualificazione la cui importanza discuterò più avanti, possiamo dire che è possibile per gli umani sperimentare: 4) Una grande allargamento del senso del se e della coscienza che fa apparire la coscienza ordinaria, per comparazione, una manifestazione molto ristretta e limitata della più grande totalità del Se. 5) Un divertimento ed una amorevole tolleranza per la pretenziosità del se ordinario nel ritenersi suprema manifestazione di intelligenza. 6) Vari tipi di nuova conoscenza, “conoscenza trascendente,” che rendono la conoscenza ordinaria piuttosto che assoluta. Questi generi trascendenti di conoscenza sono spesso stato-specifici, ad es., non sono ricordati o compresi molto bene nella ordinaria consapevolezza, ma hanno perfettamente senso negli stati di alterati transpersonali di trascendenza. Il contenuto di tale conoscenza usualmente concerne questioni di fondamentale significato e proposito, e costituisce una “conoscenza emozionale” oltre che intellettuale. 7) Persino il più breve tipo di esperienza transpersonale può enormemente trasformare l’orientamento della vita dello sperimentatore. Un esempio è la assoluta convinzione portata indietro da coloro che hanno avuto esperienze di quasi morte (EQM) che lo scopo primario della vita è imparare ad amare; che se non hai imparato ad amare, la tua vita non è stata di gran valore. 8) Conoscenza assolutamente convincente che l’universo è un intelligente organismo vivente, in una dimensione mentale che include i fenomeni materiali come un sostrato, e che questa Intelligenza rende l’universo inerentemente amorevole e significante, nonostante gli apparenti orrori del livello ordinario. Noi siamo una parte inerente di questa intelligenza, non un accidente senza significato.

 

Parapsicologia.

Notate che nel dare una breve carrellata di considerazioni per comprendere la coscienza da un punto di vista transpersonale, le ho qualificate come fenomeni nel regno della esperienza umana. Ora dobbiamo occuparci delle principali reazioni che questi portati generano nel paradigma scientista rispetto al transpersonale. Questa reazione suonerebbe un pò come “L’apporto di queste esperienze transpersonali è ovviamente fattualmente falso, concettualmente un non senso e probabilmente psicopatologico: la coscienza umana non è altro che una elaborazione del cervello umano. La coscienza, il cervello umano, è confinato all’interno del cranio e del corpo, con solo indiretti contatti sensori con il mondo esterno e gli altri, e quando il cervello muore, la coscienza muore. Nella peggiore delle ipotesi, queste esperienze transpersonali rivelano delusione e superstizione, nella migliore possono essere necessari oppiacei per sostenere quelli che non possono affrontare la realtà della nostra realtà materiale”. Secondo il paradigma scientista, la società transpersonale non può essere altro che lo studio di illusioni.
La parapsicologia, un campo della psicologia letteralmente para, dietro o a fianco della, ordinaria psicologia è il mio terzo punto di vista sulla natura della coscienza, dato che è di vitale importanza per questa critica.
È piuttosto difficile cercare di riassumere più di cento anni di studi eruditi e scientifici in pochi paragrafi, ma cercherò di farlo.
La parapsicologia cominciò con la “ricerca psichica”, uno studio primariamente scolastico, ma retrospettivo di esperienze umane spontanee di acquisizione di informazioni riguardanti eventi distanti quando nessun plausibile meccanismo fisico o sensorio sembrava poterli sostenere. Una madre, per es., che raramente ricorda i sogni, potrebbe fare un sogno terrificante nel quale suo figlio viene ucciso ed in seguito ricevere un telegramma che suo figlio, in un distante paese, è rimasto effettivamente ucciso in un incidente inaspettato a quell’ora.
Benche si posa costruire un caso moderatamente convincente per quanto riguarda meccanismi sconosciuti di trasferimento di informazioni a partire dai casi di questo genere, ci sono problemi inerenti riguardanti la affidabilità dei testimoni, le distorsioni della memoria, occasionali burle, e la valutazione precisa di ciò che “coincidenza” significa in questo approccio. Parapsicologia è il termine generalmente applicato al corpo di procedura e conoscenza costruito quando una attiva ricerca di laboratorio cominciò risolvere i problemi summenzionati. Devo anche notare qui che, sfortunatamente, il termine parapsicologia è diventato popolarmente usato per indicare qualsiasi evento misterioso, ma io parlo qui solo della seria e scientifica parapsicologia.
Nel corso degli anni precisi metodi di laboratorio gradualmente si sono sviluppati, impiegando criteri di sicurezza elaborati contro la frode, procedure a doppio cieco, e valutazioni statistiche dei risultati. Per fare breve una storia lunga, quattro principali fenomeni psi, come sono ora chiamati, sono stati sufficientemente indagati con risultati significativi ( da dozzine a centinaia di studi ciascuno) che io considero provati esistenti al di là di ogni ragionevole dubbio. Questi sono tre forme di percezione extrasensoriale (ESP), telepatia, chiaroveggenza e precognizione, ed una forma di azione fisica sul mondo materiale, la psicocinesi (PK). Ci possono essere altre genuine forme di fenomeni psi, ma ci limiteremo a questi quattro basilari.
Nonostante che i fenomeni psi usualmente si manifestino debolmente ed in modo poco prevedibile in laboratorio, possiamo concludere ciò che segue. Dato ciò che conosciamo scientificamente riguardo alla natura del mondo materiale e le ragionevoli estensioni di questa conoscenza, in assenza di alcun conosciuto o plausibile meccanismo di trasferimento fisico di informazione: 9) Si può talvolta accedere ai contenuti mentali di un’altra persona, telepatia. 10) È possibile talvolta conoscere direttamente lo stato del mondo fisico distante benche sia sconosciuto ad ogni persona presente, chiaroveggenza.
11) Si possono talvolta prevedere eventi futuri che sono impredicibili dato il processo casuale che determina la loro realizzazione, precognizione. 12) Si possono talvolta modificare i risultati di processi fisici, semplicemente col desiderare un dato risultato, psicocinesi.
Senza avere il tempo di argomentare ciò in dettaglio, le considerazioni volte alla comprensione della coscienza che sono tratteggiate da quanto detto prima sono: 13) Per il fatto che questi dati empirici mostrano proprietà della coscienza che non sembrano essere riducibili alla variabile fisica tramite la nostra attuale comprensione di essa o ragionevoli sue estensioni, essi indicano che la coscienza deve essere investigata come un fattore a se stante e con concrete proprietà a se stanti, non come un semplice epifenomeno delle proprietà del sistema nervoso e del cervello fisico.Vorrei che notaste che questo è un approccio scientifico pragmatico e conservatore. Sono senz’altro uno di quegli scienziati che credono che i dati sono primari e la teoria secondaria. Abbiamo dei dati che non soddisfano modelli scientistici, fisicistici. A meno che noi non coltiviamo una sorta di fede “religiosa” nel fatto che forse qualche giorno saranno spiegabili nei termini di una qualche futura fisica molto differente da quella che ora conosciamo, il che è fede, non un approccio propriamente scientifico.

 

Conclusioni.

Abbiamo ora le basi scientifiche per confutare la critica che la psicologia transpersonale non è altro che una illusione. Naturalmente lo è – talvolta. La psicologia ordinaria ci ha mostrato innumerevoli meccanismi attraverso i quali la gente si inganna a vicenda. D’altra parte i dati della parapsicologia ci indicano che ci sono talvolta modi molto concreti nei quali la “mente” “trascende” il “cervello”. Ho messo queste tre parole critiche tra virgolette per enfatizzare che se quanto detto è corretto in generale, la nostra comprensione di ciò che realmente significa è ancora molto grezza, ed una quantità di ricerca fatta con la mente aperta è necessaria per chiarificare queste assunzioni.
Queste considerazioni riguardanti la comprensione della coscienza umana non sono solamente intellettualmente interessanti, ma di grande importanza per la nostra sopravvivenza e per quella del pianeta. La etica del “prima io!” va facilmente d’accordo con la visione del mondo scientistica dominante. Che importanza hanno le vite insignificanti ed i destini insignificanti di un mucchio di insignificanti accidenti biologici, gli altri, rispetto al mio piacere personale?
I tradizionali valori delle grandi religioni mondiali dicono che dovremmo avere cura del nostro prossimo ed essere amorevoli con esso, ci esortano a vivere moralmente, ma sono divenuti sistemi di valore apparentemente superati nel mondo moderno, dato che è stato “provato” dallo scientismo che sono mere superstizioni, così non possiamo contare su queste tradizionali sorgenti di valori per creare le attitudini che ci possono riorientare verso una prospettiva globale compassionevole. La religione è solo condizionamento, coartazione, parole prive di significato per troppe persone.
Se guardiamo alla nascita delle grandi religioni, comunque, scopriamo esperienze transpersonali nei fondatori delle stesse. Se guardiamo alla psicologia transpersonale, vediamo che tali esperienze trasformatrici di amore, unità, compassione sono una parte basilare del potenziale umano, non solo cose che accaddero a poche persone molto tempo fa. E se guardiamo ai dati della parapsicologia, vediamo che le basi scientistiche per rigettare automaticamente queste esperienze transpersonali sono fallaci.
C’è una notevole speranza per l’umanità in quanto esseri coscienti, e c’è un sacco di meraviglia che ci attende nello scoprire ciò che esattamente questo significa!

 

University of California
Davis, California 95616
and
Institute of Noetic Sciences
Sausalito, California 94965
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==>> The contents of this document are Copyright (c) 1993 by Charles T. Tart.
Traduzione dall’inglese di Massimo Soldati.
Si ringrazia per la cortese autorizzazione alla traduzione il Prof. C.T.Tart.

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