Il cigno nero

il confronto con l’ombra

Massimo Soldati


La scissione del se’ e l’urgenza di trasformazione


Grande prova di Darren Aronofsky, che in questo film ci porta a contatto con i meandri più oscuri e profondi dell’anima, nei quali, sulle note di Tchaikovsky si fronteggiano un cigno bianco ed un cigno nero, parti interne della prima ballerina (la splendida Natalie Portman, Oscar come migliore attrice protagonista) che impersona Odette ne Il lago dei cigni. La scissione psichica della donna esplode in maniera sempre piu’ chiara ed incalzante man mano che la trama si svolge. Parti costruttive e distruttive della personalita’, luce ed ombra, apollineo e dionisiaco si confrontano nel disperato tentativo di arrivare ad una integrazionee ad una guarigione. Ecco che la amica istintiva e sensuale è insieme liberatrice ed oscura spietata competitrice, il direttore artistico è alternativamente e confusivamente padre ed amante, l’affrancamento dalla madre non separata da se, rigida, avvolgente e castratrice viene agito esternamente ma non integrato, sino al tragico epilogo nel quale sul palco si fondono realtà interiore e dramma.

Nella corporeità che è espressa in tutte le varianti, dallo splendore della bellezza e armonia, alla sensualità e passione, sino alla sofferenza e il sangue delle pulsioni autodistruttive leggiamo istanze psichiche profonde in un quadro magistralmente delineato: il pantano della autocastrazione masochista, l’eterna lotta tra il seno buono ed il seno cattivo, tra l’ombra e l’io, l’invidia distruttiva e le istanze riparatrici, il perfezionismo del falso se’ e la scissione interiore.
La visione del film può essere particolarmente coinvolgente, dato che oltre a queste tematiche della psiche infantile la trama riattiva le pulsioni profonde di lotta per la vita e la morte caratteristiche del vissuto della terza matrice perinatale di Grof. In questo stadio del parto che informa gli strati più profondi del nostro essere il feto combatte contro la madre (ed assieme ad essa) una epica e dinamica battaglia nel canale della nascita per conquistare una esistenza separata, nuova vita e al tempo stesso morte alla esistenza fetale.
Una vera immersione nel più profondo dell’anima.

Articolo di Massimo Soldati 28 Dicembre 2010.
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