IL LAVORO CORPOREO: un atto creativo di trasformAzione

Le neuroscienze hanno stabilito ciò che è noto da sempre a tante culture orientali: che il senso profondo di noi stessi è ancorato in una connessione vitale ai nostri corpi.

Attraverso il movimento espressivo libero e guidato, la musica, la voce, l’uso dei colori e una precisa sequenza del lavoro in gruppo, l’approccio che presentiamo aiuta a recuperare la consapevolezza valorizzando i cambiamenti che avvengono momento per momento nel mondo interiore, in modo da poter recuperare la nostra capacità di autoregolazione. Spesso è difficile spiegare cosa ci succede, cosa percepiamo, non troviamo parole adatte; sperimentiamo sensazioni, emozioni, così sottili che ci fanno parlare per metafore, cercando di usare un linguaggio creativo… ed ecco che la creatività, linguaggio universale, si rivela come mezzo privilegiato per dare voce, forma, colori alle nostre vibrazioni più profonde.

Questo approccio agevola quella modalità espressiva potenziale che ognuno ha di elaborare il proprio vissuto unico ed originale e trasmetterlo creativamente ad altri: un processo in cui suoni, colori, movimento, energie, diventano espressione del corpo/gruppo, che stimola il potenziamento di qualità individuali.

Ogni attività creativa contribuisce al recupero delle proprie energie che si concretizzano in un fare che diventa catartico, liberatorio, rivelatore di nuove rappresentazioni.

Ognuno diventa dunque artefice della propria guarigione attraverso una capacità rigenerativa che permette di ricreare un ambiente interno diverso: ogni atto creativo è un istante unico in cui prende vita, forma, movimento, qualcosa che fino a quel momento era nascosto, che ora si espone per essere espresso, comunicato, condiviso in un “qui ed ora” che produce mutamenti e trasformazioni nella vita fisico-psichica di ognuno.

La condivisione al termine del processo, oltre che possibilità di rispecchiamento, diventa luogo ideale per imparare ad ospitare le differenze ed apprendere da queste nuove possibilità espressive ed esistenziali in uno spazio in cui il giudizio è sospeso. Ciò favorisce il realizzarsi del cambiamento grazie alla possibilità di sperimentare l’accoglienza; sviluppare un ascolto che incoraggia l’esplorazione e la relazione; valorizzare il vissuto emotivo di ciascuno che a livello intrapsichico contribuirà all’alchimia di nuovi sguardi dell’anima, verso un Sé superiore in cui tutte le cose trovano la loro origine…

Articolo di Elisabetta Baccanti

 

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