Erminia è un’insegnante sulla trentina che richiese una serie di sedute di Integrazione Posturale. Il suo collo era dolente e si sentiva molto confusa. Viveva ancora con i genitori in una situazione di continuo stress e non era molto soddisfatta del proprio lavoro. Ad un primo esame il suo corpo rivelava tutta la disperazione e scissione che erano nella sua vita. Gli occhi fissi ed inespressivi, il collo taurino ed incassato, le spalle troppo massicce e contratte contrastavano con una parte inferiore della figura armonica ed attraente.Dopo una serie di sedute nelle quali lavorai per ammorbidire la sua muscolatura dolente e rigida, Erminia si concesse di percepire se stessa profondamente. Si rese conto di come quella corazzatura muscolare che aveva sviluppato per affrontare il mondo soffocasse la sua femminilità e davanti ai suoi occhi comparve, improvvisa e lucidissima, l’immagine di una piovra mostruosa. La invitai ad affrontarla nella fantasia. Erminia, dapprima titubante, colpì con un arpione la piovra, che si sgonfiò rapidamente come un pallone e salì sino alla superficie del mare. Alla luce del sole il mostro si ridusse ad una misera immagine di plastica, un giocattolo. Mentre, dopo questa vittoria, Erminia nuotava verso un’accogliente spiaggetta tropicale, nel suo corpo si risvegliava una piacevole corrente di energia, che la faceva sentire libera e sensuale. Nelle sedute successive le divenne chiaro che la proibizione materna di vivere la propria sessualità – la piovra soffocante – e le difficoltà, sia in famiglia e sia sul lavoro, la avevano condotta a negare se stessa ed a sviluppare un atteggiamento da boxeur . Le sue spalle si sgonfiarono ed il suo corpo acquisì una armonia prima insospettabile. Gli occhi ripresero vitalità, si concesse finalmente di aprirsi al mondo e presto riuscì ad ottenere una autonomia rispetto alla famiglia.
Dopo quattro mesi ricevetti una sua cartolina dai tropici: un vecchio sogno ritenuto sino allora irrealizzabile.
Bruno è un operaio di quaranta anni circa. Per cinque anni si era imbottito di psicofarmaci ed ogni sorta di medicinali per combattere un singhiozzo persistente, che continuava anche di notte non facendolo dormire. Il suo corpo magro e muscolo so era un fascio di nervi dolente richiuso attorno allo stomaco, con le braccia piegate come per afferrare qualcosa. Mentre lavoravo sulla mascella una ondata di rabbia lo pervase, facendolo tremare ed urlare. Al mio invito a chiudere gli occhi e vedere chi avesse davanti, apparve l’immagine della moglie. Bruno le urlò piangendo quello che aveva inghiottito per tanti anni. Il singhiozzo scomparve, lasciando il rimpianto per tutto il tempo perduto ed il desiderio di chiarire fino in fondo la sua relazione di coppia.
Laura non si era concessa mai nulla nella sua vita. Studentessa di 26 anni, non si permetteva di respirare con il suo torace depresso, ne’ tantomeno di terminare gli studi. Il suo aspetto era estremamente trascurato. Lavorando sull’area toracica e sbloccando la respirazione si sentì avvolta da una melassa putrida ed appiccicosa. Si sentiva un ragnetto invischiato in un liquido nauseabondo. Non poteva aprire gli occhi e quando lo fece era appena nata: sua madre la guardava fisso con disapprovazione. Quando, nella realtà, le chiese come erano andate le cose, la mamma le disse che le sue prime parole nel vederla erano state: “ma quanto è brutta!”. Per 26 anni aveva continuato nel profondo a pensare di essere orribile e di non meritare nulla nella vita. Nei tre casi sopra brevemente accennati ho voluto mostrare come si procede in una serie di sedute di Integrazione posturale (lP). Il paziente viene portato direttamente in contatto con tutti i livelli della sua esperienza esistenziale. Sul piano corporeo i suoi muscoli vengono decontratti e rilassati, su quello emozionale sentimenti bloccati e traumi vengono liberati, psichicamente viene stimolata la comprensione di se stessi e favorito un migliore adattamento. Per Erminia, Bruno e Laura possiamo parlare di una interruzione sopravvenuta nel corso della loro storia personale. Un evento vissuto come traumatico ha creato uno squilibrio nel loro mondo. La loro mente ha perso la capacità di vedere chiaramente la realtà e di risolvere problemi in maniera creativa, emozionalmente sono rimasti fissati ad una situazione spiacevole rinnovandola costantemente nella vita quotidiana, il loro corpo ha perso mobilità e si è deformato sotto il peso di questi eventi. Una mente sana in un corpo sano, dicevano gli antichi romani, ed avevano ragione. Il corpo è come un magazzino nel quale accumuliamo tutti i rifiuti. Ovvero, se c’è in noi una qualche disarmonia, questa si esprime chiaramente sul piano somatico. È per questo che nella IP ci alleniamo a “leggere” il corpo. Un suo esame approfondito può essere più indicativo e veritiero del più sofisticato test psicologico. Dalla forma e posizione dei piedi, ad esempio, possiamo vedere i contatti di una persona con la realtà. Le braccia indicheranno la capacità di agire, il torace la possibilità di scambio e relazione. Le interruzioni nella armonia del corpo rivelano invece la scarsa integrazione di livelli esistenziali. Un uomo dal grosso torace e dalle gambe esili può essere molto abile nell’affrontare la vita pubblica, ma nel privato incapace di sostenersi, il classico macho o millantatore. Il problema è che i conflitti che si somatizzano creano in breve tempo un danno che viene moltiplicato dalla innata capacità di autocompensazione del corpo. Guido temeva molto suo padre da bambino, che lo dominava e lo picchiava spesso sulla testa. Aveva perciò appreso a tenerla sempre bassa, piegata in avanti in un atteggiamento di difesa. Questo provocava un continuo stress sui muscoli posteriori del collo e delle spalle, che venne compensato aumentando la curvatura della bassa schiena e ruotando il bacino in avanti. I muscoli delle gambe persero la loro elasticità per mantenere questa posizione scorretta, aumentando ancora il senso di insicurezza di Guido, che cercò più stabilità sviluppando i piedi piatti. Un conflitto che si somatizza in una contrazione cronica provoca nel tempo la deformazione e l’irrigidimento di tutta la struttura corporea. Quel capolavoro di ingegneria meccanica che è il nostro corpo si adatta infatti con tutte le sue risorse alla continua trazione della forza di gravità. Il conflitto si è inoltre somatizzato proprio perché, in quanto disturbante, abbiamo deciso di mantenerlo al di fuori della nostra consapevolezza. Non volevamo sentire tutto quel dolore e lo abbiamo bloccato nel corpo. Immaginate che il dentista vi stia trapanando un dente ed osservate contemporaneamente i vostri muscoli ed il vostro respiro: capirete quello che intendo dire, sarà difficile che anche un accurato programma di rieducazione fisica possa riportare Guido in buone condizioni, se non gli si permetterà di divenire conscio della sua insicurezza e delle origini di essa.
Integrazione posturale Integrazione strutturale
Articolo di Massimo Soldati, pubblicato su: Essere, N.19 Novembre 1987

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